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A vida da gente

 A vida da gente (La nostra vita) è una telenovela brasiliana di 137 puntate, della rete Globo, trasmessa per la prima volta tra il 2011 e il 2012, nel pomeriggio, alle sei.

Scritta da Licia Manzo e diretta da Jayme Monjardim, ha come protagonisti Fernanda Vasconcellos, Marjorie Estiano, Rafael Cardoso e Thiago Lacerda che in Italia conosciamo per "Terra nostra", "Vento di passione" e "Garibaldi l'eroe dei due mondi".

Splendida l'ambientazione della storia che si muove tra Porto Alegre e Gramado, ma non manca qualche piccola capatina a Rio de Janeiro. 
 



Questa la trama:

Manuela (Marjorie Estiano), e Ana (Fernanda Vasconcellos) sono orfane di padre, cresciute entrambe all'ombra di una madre ingombrante, Eva (Ana Beatriz Nogueira) che non ha mai fatto mistero di avere una chiara preferenza per Ana che, bella, in salute e dal carattere solare sembra destinata al successo, diversamente dalla primogenita, Manuela, che invece è nata con una piccola malformazione alla gamba che agli occhi della madre l'ha fatta apparire fin da piccola come una perdente.

La scarsa considerazione della madre ha influito enormemente su Manuela che è così cresciuta all'ombra della spettacolare sorella, diventando sempre più timida, riservata e poco fiduciosa sulle sue risorse. Questo, però, non ha impedito alle due sorelle di volersi bene, sopperendo all'affetto freddo e interessato della madre, con un sentimento solido e forte che le rende molto unite.

Quando le conosciamo, Manuela e Ana vivono in una grande villa a Porto Alegre, con la madre, sposata con un ricco avvocato, che ha a sua volta due figli, un maschio e una femmina, Rodrigo e Fernanda.

Fernanda è un po' più grande di loro, ma tra Manuela, Ana e Rodrigo nasce subito una simpatia e poi un'amicizia che negli anni si trasforma in qualcosa di diverso per Ana e Rodrigo.

I due, infatti, si scoprono innamorati, proprio nel periodo in cui il matrimonio dei loro genitori entra in crisi, e anche se i due ragazzi vorrebbero vivere la loro storia d'amore, i genitori impongono le loro esigenze, costringendoli a non frequentarsi più.

Eva, infatti, non vuole che la figlia prediletta disperda le energie che dovrebbe impiegare in campo (Ana è una promettente tennista), coltivando un amore adolescenziale, con il figlio dell'uomo che l'ha tradita e lasciata senza un soldo, dopo la separazione, ma la relazione di Ana con Rodsrigo ha dato un frutto e rischia di mandare a monte i piani dell'ambiziosa madre.

Così Eva, in accordo con l'allenatrice di Ana, Vitòria (Gisele Fròes), organizza un viaggio in Argentina, che giustifica con un grave infortunio da cui l'atleta si deve recuperare, per convincere la figlia a dare in adozione la creatura che porta in grembo. All'inizio Ana collabora, ma al momento dalla separazione dalla piccola Julia si rende conto di non poterlo fare e si rifiuta categoricamente di assecondare Eva, che si vede così costretta a cercare di rimediare all'inganno, assumendosi la maternità della creatura.

Al rientro in Brasile, infatti, madre e figlia annunceranno a parenti e amici che la piccola Julia è frutto di una realzione di Eva con un tipo conosciuto in Argentina.

Questa soluzione, però, non soddisfa Ana che scopre di non riuscire a delegare a sua madre la crescita e l'educazione di quella parte di sé. E poi c'è Rodrigo, l'amore della sua vita. Lo ha lasciato su insistenza di sua madre, ma lui è lì, sempre presente, ed è il padre della sua creatura.

Ho deciso, annuncia a Manuela, farò l'ultimo torneo di tennis e al rientro dalla trasferta tornerò a casa per raccogliere le mie cose e quelle di Julia e andrò a vivere con la nonna. Tu vieni con me? Naturalmente, le risponde sua sorella, che al pari suo considera impossibile delegare a qualcun altro la crescita del proprio figlio. Non è tutto. Una volta a Gramado, al sicuro con la nonna, Ana ha intenzione di chiamare Rodrigo per confessargli tutta la verità su Julia.

Purtroppo, però, il destino ha per lei in serbo qualcosa di molto diverso e infinitamente doloroso, perché l'auto che conduce Manuela finisce fuori strada e scivolando al centro della carreggiata viene travolta da un camion che procede ad altissima velocità finendo in mare.

Manuela, che è l'unica a essere cosciente, scuote disperatamente Ana, ma comprende presto che qualcosa non va e si affretta a liberare la piccola Julia dal sediolino sul retro, riuscendo a uscire fuori dall'auto.

Risale in superfice con la bambina tra le braccia. È sconvolta, ma riesce a comunicare ai soccorritori, accorsi dopo la segnalazione dell'autista del camion, che sott'acqua c'è ancora sua sorella, riuscendo così di fatto a salvare la vita di Ana e Julia. Le condizioni delle tre all'arrivo in ospedale è molto diversa. Manuela se la caverà con una notte in ospedale, per la piccola Julia il processo sarà più lungo, ma starà bene, mentre Ana è in coma. Un coma da cui potrebbe non più svegliarsi.

Rodrigo, venuto a conoscenza dell'incidente, corre in ospedale, cercando di sensibilizzare tutta la sua famiglia, ma suo padre si rifiuta di andare, per non vedere la sua ex moglie. Sono giorni cruciali.

Eva incolpa Manuela dell'accaduto e quando questa, mantenendo fede al volere di Ana, conferma a Rodrigo che i sospetti che ha sulla piccola Julia sono giusti, la madre la butta fuori di casa, affidandole anche la piccola nipote.

Stessa sorte subirà Riccardo che preso atto della paternità affronta suo padre, spiegandogli che non solo vuole avviare un processo di riconoscimento della piccola, ma intende anche abbandonare gli studi di giurisprudenza, per farsi carico economicamente della bambina. La reazione dell'avvocato è dura: se insiste in questa follia, può considerarsi fuori dalla famiglia.

Ad accogliere entrambi sarà la nonna di Manuela, che senza remore offre loro tetto e cibo .


Da quel momento la vita di Manuela e Rodrigo cambia radicalmente. Julia ha bisogno di cure, di attenzioni e di affrontare la sua strana situazione: ha una mamma che è in realtà sua zia, una madre vera in ospedale, incosciente, e un papà giovanissimo che deve diventare rapidamente uomo. La combinazione funziona. Manuela e Rodrigo si scoprono perfetti insieme. Di fatto rinunciano alla loro vita affettiva per prendersi cura della piccola di casa, ma lontani dai loro genitori i due imprevisti "mamma e papà" scoprono di avere la forza e la determinazione per prendere di petto la vita.


In verità, la più forte tra loro due è Manuela che lontana da Eva e da sua sorella trova finalmente la sua strada: con l'aiuto della vecchia cuoca, che lavorava nella villa del padre di Rodrigo, e del compagno della sua vivacissima nonna, apre un'attività di catering, dove assume anche Rodrigo. Ed è sempre lei a spronare a convincere il suo mancato cognato che è giunto il momento di fare un passo ulteriore: deve tornare all'università, ma non per riprendere gli studi di legge, che non gli interessano, ma per seguire i suoi sogni, iscrivendosi ad Architettura.
 

Tutto questo, mentre scrive quotidianamente su un blog a sua sorella, raccontandole i progressi di sua figlia.
Gli anni passano e Rodrigo e Manuela scoprono di provare l'uno per l'altra qualcosa di forte e profondo, che li spaventa e anima insieme.
La più restia è Manuela che sente di tradire sua sorella, anche se lei è sempre lì, in quel letto di ospedale, assistita dal dottor Lucio, un eminente neurologo, vedovo da qualche anno, che ha una particolare predilizione per Ana.
Così, Manuela cede e accetta la proposta di matrimonio di Rodrigo. I sue si sposano e si trasferiscono a vivere in una grande casa che quando hanno acquistato era solo un rudere e che, grazie al lavoro di Rodrigo, nel frattempo laureatosi, è diventata accogliente e bellissima, proprio come la loro famiglia.
Ed è proprio quando oramai si erano rassegnati allo stato vegetativo di Ana che il dottor Lucio, con cui negli anni è nata un'amicizia, annuncia loro che Ana si sta svegliando...
L'emozione si mescola al senso di colpa, perché per Anna il tempo si è fermato...
Come dirle che Rodrigo è ora il marito di Manuela e che Julia non è più una neonata, ma una bambina felice, cresciuta con una zia che chiama mamma e un papà che adora?
Inizia così la parte finale della telenovela che ovviamente non vi racconterò per non togliervi il piacere di vederla, se vorrete.
Vi dico soltando che le cose si complicheranno parecchio, che tutte le certezze crolleranno e bisognerà ancora una volta rimboccarsi le maniche e ristabilire le priorità...
 
Recensione: Come tutte le telenovelas brasiliane anche questa è piena di personaggi. La trama è ben strutturata e nel complesso è molto, molto carina. Ci sono delle figure materne discutibili, fredde, competitive, anaffettive, ma ce ne sono altre che compensano le mancanze delle prime.
Lucio, di cui vi ho parlato poco nel riassunto, per non rivelare troppo della parte finale che è poi quella cruciale, è un bellissimo personaggio che mette d'accordo tutte le donne della telenovelas, ma penso anche le telespettatrici. Io sono rimasta conquistata e sfido chiunque a dirmi che non rasenta la perfezione. Vedere, per credere... Senza contare che Thiago è sempre un bel vedere.
Per quanto riguarda Rodrigo (Cardoso) è stato amore e odio. A un certo punto tifavo per l'antagonista... Ma alla fine, ripensando a tutta la telenovelas, comprendi che hai visto una bella storia, ben interpretata, con un'ambientazione fantastica e un finale degno delle 137 puntate.
Voto: ♥♥♥♥






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